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Archive for the ‘Storia – Giappone’ Category

Il Bakufu dei Minamoto

Hojo Masako

Minamoto Yoritomo scelse come sede Kamakura, stabilendovi il bakufu, o “governo della tenda”. Non tentò di infiltrarsi a corte ma attese di  consolidare il proprio potere. Ottenne diverse cariche, tra cui quelle dei sōtsuibushi (capo della polizia militare), sōshugo (capo dei governatori militari) e sōjitō (capo degli intendenti terrieri militari). Nel 1192 ottenne la carica di shōgun (generalissimo), abbreviazione di sei i tai shōgun (gran generale che sottomette i barbari). Iniziano così le dinastie degli shōgun: il potere si sposta dalle mani dei Fujiwara a quelle degli shōgun; l’autorità effettiva, il governo del paese, viene separata da quella imperiale, anche se si intenderà sempre che lo shōgun governa per delega imperiale.

La possibilità per gli imperatori di esercitare il potere effettivo, attraverso la pratica dell’insei, o ritiro dell’imperatore, scompare con l’istituzione della shogunato.

Si verificò una spartizione dei poteri tra il bakufu e la corte, la cui importanza andava sempre più riducendosi poiché non disponeva di alcun potere militare. Il bakufu istituì i propri organi di governo nelle province, che progressivamente esautorarono quelli imperiali, anche se il dualismo resistette a lungo.

L’intenzione di Yoritomo di fondare un governo militare fu chiara dal principio, poiché non cercò di infiltrarsi a corte, ma si tenne lontano da quell’ambiente che giudicava corrotto ed effeminato.

Nella sua base nel Kantō riuscì ad operare un cambiamento rivoluzionario nella struttura di governo, fondando un’autocrazia militare in opposizione a quella imperiale, che in seguito si sarebbe dovuta accontentare del semplice ruolo di dispensatrice di cariche.

I tre ministeri principali erano il Samurai-dokoro (ufficio degli affari militari), il Monchujō (ufficio investigativo), e il Mandōkoro (ufficio dei documenti pubblici), i tre presidenti di questi ministeri, con sede a Kamakura, formava la commissione consultiva che discueva i problemi civili e militari alla presenza dello shōgun.

Yoritomo chiamò al suo servizio abili amministratori, provenienti dal governo della capitale e dall’emergente classe dei samurai.

Il legame di fedeltà tra shōgun e vassallo divenne il vero fondamento della società feudale.

Alla morte di Yoritomo, che si era liberato del fratello Yoshitsune e del cugino Yoshiaka, vedendoli come rivali, scoppiò una lotta per la successione, che si risolse a favore di Hōjō Masako, vedova di Yoritomo, con l’assassinio di Sunetomo, figlio di Yoritomo, si estingueva il ramo dei Minamoto e dal quel momento gli Hōjō restarono i dominatori del Giappone per circa cento anni.

La reggenza Hōjō

Ritratto dell'imperatore Go Toba, Fujiwara no Nubuzane, 1221

Durante la reggenza Hōjō si verificò il tentativo di rivolta da parte della nobiltà (disordini Shōkyū, 1221) capeggiata dall’imperatore in ritiro Go Toba,  ma il governo riuscì a sedare i tumulti.

Fu promulgato uno dei primi codici dell’epoca feudale: il Jōei Shikimoku. Non aveva carattere di codice penale, ma era strutturato come una raccolta di casi giudiziari e sentenze emesse da bakufu. Date le mutate condizioni generali nell’organizzazione del governo centrale e delle province, il vecchio codice Taihō del 701 non risultava più attuale, quindi gli Hōjō sentirono la necessità di far redigere un nuovo corpo di leggi.

Nel 1225 un consiglio di Stato (Hyōjōshū) formalizzava la posizione dello shikken (reggente per lo shōgun) al vertice del potere esecutivo.

Lo shikken Hōjō Yasutoki riuscì a sviluppare un energico ed empirico sistema amministrativo nelle province, aumentò la stima e la fiducia dei vassalli e dei samurai nei confronti della famiglia Hōjō; si adoperò a migliorare le condizioni generali delle istituzioni senza muovere l’ago della bilancia a favore di nobili, civili o militari.

Il nuovo codice sanciva l’affermazione al potere dei feudatari e la diminuzione di quello imperiale (ad esempio, le terre non erano più proprietà imperiale ma dei feudatari; si stabiliva che nessuno potesse richiedere cariche all’imperatore senza il preventivo assenso dello shōgun).

La minaccia mongola

Il Giappone era stato in rapporto con altri paesi dell’Asia, ma in un rapporto strettamente economico e culturale. Il paese non era mai entrato a far parte dei grandi sviluppi della politica eurasiatica. Uno di questo sviluppi arrivò a coinvolgere direttamente il Giappone, l’espansione del popolo mongolo.

La prima spedizione contro il Giappone si ebbe nel 1274. Una flotta di novecento navi partì dalle coste coreane, occupò Tsushima e da qui attaccò l’isola di Kyushū. La resistenza giapponese sarebbe stata sopraffatta se un tifone non avesse disperso le navi mongole, costringendo gli avversari alla ritirata.

Una seconda spedizione fu organizzata nel 1281. I mongoli si avvalsero della collaborazione nautica e militare della Cina, che era stata conquistata. Anche questa volta un ruolo decisivo lo ebbe un tifone, che disperse l’esercito mongolo dopo cinquanta giorni di lotta.

Di fronte all’invasione da parte dello straniero i giapponesi, per secoli divisi in fazioni, ritrovarono lo spirito di solidarietà nazionale. Da questi episodi nacque anche il mito del “kamikaze” (“il vento divino”) e la credenza che il Giappone godesse della protezione divina.

La mancata invasione portò comunque conseguenze rilevanti. Le operazioni militari esaurirono le riserve finanziare del bakufu, pressato da coloro che pretendevano una ricompensa per l’apporto prestato durante la guerra (compresi i vari santuari e templi, che si conferivano il merito di aver ottenuto l’intervento divino, dando un contributo fondamentale alla buona riuscita del conflitto).

In passato c’era sempre stata una fazione vincente ed una sconfitta, così che i vincitori avevano sempre potuto giovarsi di un bottino in seguito alla vittoria. Questa volta invece, il nemico sconfitto non c’era più e non restava alcun bottino da dividere.

Nel 1294 il bakufu dichiarò di non essere disposto a concedere più nessuna ricompensa. Il malcontento iniziò a diffondersi ovunque e la fine del governo degli shikken era vicina.

Il samurai Takezaki Suenaga che fronteggia frecce e bombe mongole. Da Moko Shurai Ekotoba, XIII secolo

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l’ascesa dei Fujiwara

Durante il periodo Heian vi fu a corte il predominio della famiglia Fujiwara, la quale aveva avuto un ruolo importante fin da quando Nakatomi no Kamatari (poi Fujiwara) aveva collaborato alla realizzazione della riforma Taika.

Taira no Masakado

L’influenza della famiglia andò aumentando grazie ad una accorta politica matrimoniale; a poco a poco infatti gli imperatori furono portati ad unirsi solo con donne della famiglia Fujiwara. Gli imperatori venivano costretti all’abdicazione e al ritiro, la reggenza veniva così delegata ad un KANPAKU (reggente al posto dell’imperatore adulto).

Fujiwara Fuhito, figlio di Nakatomi no Kamatari, fu nominato Udaijin nel 708; due sue figlie sposarono l’imperatore Mommu e l’imperatore Shōmu. I matrimoni con la famiglia imperiale portarono a stringere sempre di più i legami tra le due famiglie.

Dai quattro figli maschi di Fujiwara Fuhito si svilupparono i quattro rami familiari Fujiwara:

–          Fujiwara Muchimaro — ramo meridionale (NANKE)

–          Fujiwara Fusasaki – ramo settentrionale (HOKUKE)

–          Fujiwara Umakai – terzo ramo (SHIKIKE)

–          Fujiwara Maro – quarto ramo (KYŌKE)

La riduzione della figura dell’imperatore a figura senza alcun peso politico avvenne nel corso del IX secolo, con l’istituzione delle cariche di KANPAKU e di SESSHŌ (reggente al posto dell’imperatore bambino).

Durante il X e l’ XI secolo, il potere effettivo risiedeva nelle mani dei Fujiwara tramite gli organi privati del clan:

–          Ufficio amministrativo (MANDŌKORO)

–          Ufficio degli affari militari (SAMURAI DŌKORO)

–          Consiglio della famiglia (HYŌJŌSHŪ)

–          Corte d’appello (MONCHUJŌ)

Il perno del sistema economico era costituito dallo shōen.

I rapporti sociali erano regolati dal concetto di shiki (“funzione”), che definiva i diritti, i doveri e i redditi dei proprietari, degli amministratori e dei coltivatori. Gradualmente anche la shiki divenne alienabile, ereditabile e modificabile; il contadino finì progressivamente per ritrivarsi non più sotto l’impersonale burocrazia Taihō, ma doveva confrontarsi con i proprietari o, più comunemente, con gli amministratori delle terre.

Il coltivatore iniziava così a spostare la propria fedeltà verso il singolo proprietario, sentendo il potere centrale sempre più lontano e debole.

Durante i secoli X e XI si era verificata un’evoluzione che aveva portato a dei mutamenti radicali nella struttura sociale e nell’esercizio del potere, manomettendo quelle basi di origine divina dell’autorità che Shōtoku taishi nel suo “Editto in 17 articoli” aveva posto a fondamento della sua opera legislatrice e che erano state il manifesto della riforma Taika.

L’egemonia dei Taira e l’avvento dei Minamoto

Il crollo dell’ordine esistente si verificò quando gli interessi dei BUSHI, organizzati in bande, cominciarono ad entrare in conflitto con quelli della corte.In seguito, altre famiglie si sostituirono ai Fujiwara nell’esercizio del potere.

I clan che riuscirono ad elevarsi maggiormente furono quelli dei MINAMOTO (GENJI) e dei TAIRA (HEIKE). Entrambi facevano risalire le proprie origini a membri della famiglia imperiale.

Nel 939 – 940 TAIRA MASAKADO si mise alla testa di gruppi di ribelli, e dopo aver conquistato otto province del Kantō si autoproclamò imperatore. Fu ucciso da FUJIWARA HIDESATO e TAIRA SADAMORI, inviati dalla corte per ristabilire l’ordine.

Minamoto no Yoritomo

Un episodio analogo si verificò lungo le coste del Mare Interno, dove FUJIWARA SUMITOMO, inviato a reprimere l’attività piratesca e i focolai di rivolta, divenne egli stesso un bandito. Anche questa volta il governo si rivolse all’aristocrazia locale, a MINAMOTO TSUNETOMO.

Verso la fine dell’XI secolo, i due clan maggiori avevano assunto una posizione stabile, i Taira nel Mare Interno, i Minamoto nel Kantō.

Nel XII secolo vi fu un conflitto di interessi tra l’imperatore emerito Sūtoku e l’imperatore regnante GO SHIRAKAWA.

Le grandi famiglie del regno, Fujiwara, Taira e Minamoto, si divisero per dare appoggio all’uno o all’altro pretendente al trono. La guerra civile HŌGEN (1156) vide il sopravvento del partito di Go Shirakawa e la vittoria di TAIRA KIYOMORI.

Fu l’inizio della fase di supremazia della famiglia Taira, conosciuta come PERIODO ROKUHARA (1180 – 1185).

L’egemonia dei Taira si realizzò grazie ad un’abile serie di alleanze e matrimoni che riuscì a portare infine sul trono un nipote di Taira Kiyomori, ANTOKU (r. 1181 – 1183).

Come i Fujiwara, anche Taira Kiyomori cercò di legittimare il proprio potere facendosi assegnare le cariche di governo più alte.

Il palazzo di Rokuhara (il quartier generale di Kiyomori) sostituì, a livello politico, il Mandōkoro dei Fujiwara e divenne il centro del potere esecutivo.

La supremazia dei Taira ebbe fine quando MINAMOTO YORITOMO, superstite della disfatta del 1160, riuscì a riunire in una coalizione tutti gli elementi ostili ai Taira.

Tra i Taira e i Minamoto scoppiò una nuova guerra che terminò con la vittoria definitiva di Minamoto Yoritomo, nella battaglia decisiva di DAN NO URA (25 Aprile 1185).

La battaglia navale di Dan no Ura in un dipinto del XII secolo

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Secondo il Nihon shoki, nel 552 il buddismo venne introdotto in Giappone dal Paekche (secondo studi recenti già tra il 538 e il 552).
Ciò ebbe subito ripercussioni politiche e religiose, le famiglie d’elite di Yamato si sentirono minacciate nella loro posizione, essendo la loro autorità fondata sui kami locali; poiché il Buddha era ritenuto superiore a tutte le divinità. Si crearono fazioni opposte, la famiglia SOGA, fautrice della nuova religione, e una coalizione conservatrice di famiglie a capo delle quali erano i MONONOBE e i NAKATOMI, sacerdoti ereditari addetti ai riti shintō.
Nel 587 vi fu la sconfitta definitiva di MONONOBE NO MORIYA, capo degli antibuddisti, da parte di SOGA NO UMAKO, il quale fece costruire il grande tempio HŌKŌJI ad Asukadera, quale tempio privato della famiglia Soga, ma anche come simbolo del buddismo in Giappone. La vittoria del 587 rese i Soga onnipotenti a Yamato e in grado di controllare la vita del paese. 

Il principe reggente Shotoku Taishi

Il potere politico si legò così al buddismo; dalla corte imperiale venne considerato instrumentum regni, divenendo presto religione di stato, ne venne utilizzata la spinta missionaria per affermare la supremazia del Giappone su tutta l’Asia orientale.

Il principale fautore dell’accettazione e introduzione del buddismo in Giappone fu il principe reggente Shōtoku Taishi, che governò a fianco dell’imperatrice Suiko [secondo il modello Imperatore – potere spirituale, funzioni religiose / Reggente – potere politico, funzioni di governo].
Shotoku combattè a fianco dei Soga per l’accettazione del buddismo; egli trasformò il buddismo da religione magica e popolare in religione di stato, con l’intento di utilizzarne il fondamento spirituale per la costruzione di uno stato unitario.
Nel 604 promulgò la COSTITUZIONE IN 17 ARTICOLI, che stabiliva le basi di un regime ispirato a quello della Cina, con il quale si ponevano le premesse per dare al Giappone delle vere strutture statali. La Costituzione consisteva in una serie di norme morali per i funzionari dello stato e per il popolo.
Shotoku iniziò anche la separazione tra le funzioni amministrative e quelle religiose, con l’intento di imporsi sui vari clan e sui bushi, i guerrieri delle province.

 

riforma Taika (“grande cambiamento”)

La costituzione di Shotoku preparò il campo alla cosiddetta riforma Taika, che fu portata avanti da un gruppo di consiglieri imperiali tra cui il principe NAKANO NO ŌE (poi imperatore Tenchi) e NAKATOMI NO KAMATARI. Questi, tra il 644 e il 645, furono in grado di liberarsi dei Soga, i cui capi erano sul punto di usurpare il trono imperiale. Nakatomi no Kamatari avrebbe poi ricevuto da Tenchi il cognome di FUJIWARA (“piana del glicine”, dal luogo in cui erano stati preparati i piani per sconfiggere i Soga).
La riforma effettiva ebbe inizio con l’avvento al trono di Tenchi (644) e fu continuata da suo fratello TEMMU (r. 672 – 686).

 

 

Riforma agraria 

La Cina offriva un esempio di riforma agraria e fiscale, con il sistema denominato KOUFENTIAN, cioè della divisione delle terre per bocche. In Giappone il sistema venne applicato con alcune varianti. A ogni contadino veniva assegnato un appezzamento di terreno pari a circa due ettari e mezzo se maschio e uno e mezzo se femmina. Questo rendeva necessario un censimento di terre e popolazione, anche per determinare il tipo di tassazione.

  

Divisione del territorio

– KUNI (province) – KAMI (governatore)

– KORI (distretti) – TAIRYŌ (magistrato senior)

– SHORYŌ (magistrato junior)

– SATO (villaggi) – RICHŌ(sindaco)

 – BE (famiglie) –> unità minima

 

Amministrazione centrale

TENNŌ

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 JINGIKAN (amministrazione delle pratiche shintō )

DAIJOKAN (consiglieri di stato) –> sadaijin e udaijin

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SADAIJIN (ministro della Sinistra – affari centrali, cerimoniale, affari civili, affari del popolo)

UDAIJIN (ministro della Destra – affari militari, giustizia, tesoro, ministro della casa imperiale)

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 [NB: Si trovano sullo stesso piano amministrazione dello Stato e amministrazione delle pratiche religiose (Tennō come intermediario tra divino e terreno) ]

 

Codificazione delle leggi
Le riforme e la centralizzazione dello stato rendevano necessarie anche delle leggi scritte.
I primi due codici, lo Ōmi Ryō (668) e lo Asuka no Ristu Ryō (689), redatti dall’imperatore Temmu, servirono da base per la compilazione del TAIHŌ RITSU RYŌ (dagli anni del regno dell’imperatore Mommu, epoca Taihō, 697 – 707).
Questo codice era costituito da sei libri di RITSU (leggi penali) e undici di RYŌ (leggi amministrative). Fu approvato nel 701 e costituirà la base dell’ordinamento giuridico del Giappone fino al rinnovamento Meiji (1868).
Struttura gerarchica (derivata dalla legislazione cinese) del codice Taihō:

– Tennō
– Nobili
– Sudditi liberi
– Sudditi non liberi

 

 Epoca Nara – la fondazione di capitali stabili

Nel 710 venne fondata la prima capitale stabile, a Nara. Prima di allora vigeva l’usanza di trasferire la sede dell’imperatore – alla sua morte- da una località all’altra. Nella concezione shintō, il luogo in cui era morto l’imperatore veniva considerato impuro; il luogo di residenza dell’imperatore successivo veniva dunque – per motivi rituali legati alla “purezza” – trasferito in altra sede. La diffusione del buddismo consentiva di superare il tabù shintō, poiché la morte non era considerata una impurità, ma l’inizio di una nuova esistenza.
Nara fu capitale fino al 784 e ospitò sette imperatori. Nei suoi dintorni sorsero circa cinquanta templi e col tempo le comunità monastiche assunsero sempre maggiore potere, iniziando ad intromettersi negli affari di stato, al punto che l’autorità imperiale ne fu minacciata.
Perciò l’imperatore Kanmu (r. 781 – 806) trasferì la capitale a Nagaoka, dove le comunicazioni per acqua e per terra erano migliori che nella zona di Nara; emanò inoltre un editto per limitare le entrate negli ordini monastici e le donazioni di terre agli istituti religiosi, così da diminuirne l’influenza.

Fujiwara Tanegutsu fu incaricato della costruzione della nuova capitale. Il principe Sawara e le altre famiglie nobili volevano bloccare l’ascesa al potere della famiglia Fujiwara. Tanegutsu fu assassinato nel 785 e i Fujiwara ne approfittarono per punire il principe e le famiglie rivali, esiliandoli. Poco dopo sia il clan Fujiwara che la famiglia imperiale furono colpiti da disgrazie e malattie di vario tipo.
Dato che la capitale non poteva essere avvolta da questi auspici negativi, vi fu un secondo trasferimento e nel 795 fu inaugurata Heian – Kyō, che rimase capitale fino al 1868.

 

 

 

 La nascita del feudalesimo

Nell’epoca Heian ebbe inizio la pratica di concedere esenzioni fiscali ad appezzamenti di terra. Queste terre erano chiamate SHŌEN. I privilegi dello shōen, inizialmente limitati all’esenzione delle tasse, si estesero a tutte le sfere della giurisdizione, cosicché il RYŌSHU, il signore dello shōen, giunse ad avere piena autorità sia amministrativa che giudiziaria all’interno del suo dominio.
Gli shōen acquisivano così sempre maggiore autonomia rispetto all’autorità dello Stato.
Il proprietario dello shōen assumeva due denominazioni: come proprietario (RYŌSHU) assegnava appezzamenti a famiglie di coltivatori ottenendo in cambio una parte del raccolto e servizi di carattere personale. Come amministratore (HONJŌ) esercitava il suo potere tramite una rete di dipendenti. Le cariche che contraddistinguevano questi dipendenti divennero ereditarie e contribuirono a far emergere una classe intermedia tra proprietari e contadini. Dalle esenzioni degli shōen nacque il sistema dei feudi, la cui protezione era assicurata dalle famiglie nobiliari (HONKE).
La nascita del feudalesimo in Giappone ebbe così come conseguenza l’emergere di una aristocrazia militare, caratterizzata da patti d’arme personali tra signore e vassallo.
Così, mentre la nobiltà di corte rimaneva ancorata all’apparato esteriore e al cerimoniale, dedicando le proprie energie alle arti, alla poesia e ai piaceri, più che all’amministrazione del paese, la nobiltà delle province faceva esperienza reale di governo, amministrando territori e contadini in maniera autonoma dalle direttive della capitale. 

Questi signori provinciali divennero a poco a poco capi militari con grossi contingenti di fedeli seguaci al loro seguito.
Venivano chiamati BUKE, o casate militari. Le grandi famiglie regionali riuscirono ad estendere la loro influenza, stabilendo legami con le famiglie della capitale, i nobili KUGE.
Dalla fusione tra i poteri locali e quelli dei kuge nacque una nuova classe di guerrieri, i BUSHI.
I rapporti tra i guerrieri erano definiti secondo una struttura gerarchica di tipo familiare:

– SHUJIN (padrone, signore)
– IE NO OKO (“figli della famiglia”)
– RŌTŌ (semplici seguaci del capo)

Queste strutture militari su base familiare estesa, gerarchicamente organizzate, dominarono la scena della storia del Giappone per tutto il periodo Heian, alla fine del quale si trovarono raggruppate in due schieramenti distinti e contrapposti, quello della famiglia MINAMOTO (o GENJI) e quello della famiglia TAIRA (o HEIKE).

  

per approfondimenti :

(linea genealogica della famiglia Fujiwara e altre notizie)

[Testo di riferimento: P. Corradini, “Il Giappone e la sua storia”, Bulzoni 2003]

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EPOCA YAYOI (ca. 250 aC. / 250 d.C.)
EPOCA KOFUN (250 / 552) [epoca dei tumuli]

Epoca Yayoi > Età del bronzo e del ferro

Epoca Kofun > “Tombe antiche”, tombe a tumulo caratteristiche.

Epoca Yayoi:

Stretti contatti con le coste orientali cinesi e le coste occidentali e meridionali della Corea portarono all’introduzione della coltivazione del riso, la base della sussistenza.

Si distinguono due sfere culturali:

Seto Occidentale > presenza di punte e lame ricurve, depositi di materiale funerario.
Seto orientale > presenza di lame piane, campane di bronzo, insediamenti sulle colline.

Epoca Kofun:

La cultura dell’epoca Kofun è originaria di Seto Orientale, diffusasi poi tra il III° e il IV° secolo in tutta la zona del mare interno.
Le tombe più antiche consistevano in un sarcofago di legno messo in una camera mortuaria sulla sommità di una collinetta.

Kofun dell'imperatore Nintoku - inizi del V secolo, piana di Yamato

Dalla seconda metà del IV° secolo si nota l’aggiunta di terreno all’esterno e di sculture funerarie (haniwa). Compaiono i sarcofagi in pietra e l’area di costruzione delle tombe si estende alla costa orientale, alla pianura del Kantō e alla costa settentrionale del Giappone occidentale.
Il corredo funerario delle tombe del periodo Kofun è rappresentativo dello status sociale del defunto; si delinea una stratificazione sociale, molte tombe contengono infatti un solo corpo, a dimostrazione del fatto che vi fosse un trattamento particolare per certi individui.

Lo stato di Yamato

Il primo imperatore la cui esistenza storica sia accertata è Suijin. Si ritiene che i primi otto imperatori tra Jinmu e Suijin siano assolutamente leggendari.
Dopo Suijin si succedono tre diverse dinastie:

Suijin (Vecchia Dinastia)

Ōjin (Media Dinastia)

Keitai (Nuova Dinastia)

le quali avevano i propri maggiori palazzi e le proprie tombe in luoghi diversi, nell’area del Kinai.

Nel primo periodo Kofun non esiste ancora un vero potere centrale, ma si può parlare di una autorità politica dello Yamato (antico nome del Giappone); e di una “corte Yamato”.
Lo stato Giapponese vero e proprio sarebbe nato dall’invasione di cavalieri nomadi provenienti dalla penisola coreana, segnando anche così il passaggio da una società agricola e pacifica ad una società militaristica e di cavalieri (metà del IV° secolo). Si suppone che la conquista sia avvenuta in due tempi: prima ci sarebbe stata la migrazione di clan aristocratici dal sud della Corea nel nord del Kyūshū nella seconda metà del IV° secolo; a questa avrebbe fatto seguito l’avanzata di queste popolazioni militari verso il Mare Interno nel tardo IV° secolo per conquistare la regione del Kinai e stabilire lì il primo stato nipponico all’inizio del V° secolo.
Secondo questa teoria la conquista andrebbe attribuita a tre personaggi, menzionati nel Kojiki e nel Nihon shoki: Suijin, Jinmu e Ōjin. Suijin sarebbe emigrato dalla regione coreana di Mimana fino al Kyūshū, il punto di partenza del leggendario viaggio del primo imperatore Jinmu attraverso il mare interno per conquistare Yamato. Il viaggio dell’imperatore Jinmu sarebbe la rappresentazione della conquista di Yamato da parte dei cavalieri nomadi.

Gruppo di haniwa trovati in una tomba a Izumizakimura (distretto di Nishishirakawa, Fukushima)

La corte di Asuka coincide con la dinastia fondata da Keitai. Poiché nella zona di Asuka, a sud di Nara, si concentrò l’amministrazione socio- politica del paese, fu dato il nome di Asuka alla corte che risiedeva in quest’area.

 

Le strutture sociali

L’organizzazione sociale di questo periodo si fondava sul sistema delle uji, un insieme politico- territoriale basato su un nucleo familiare ad orientamento patrilineare, all’interno del quale veniva trasmesse cariche religiose e di potere.
La uji era a sua volta suddivisa in rami, la cui unità più semplice era la famiglia (ie).
L’imperatore sarebbe stato nient’altro che il capo di una potente uji, quella di Yamato, mentre i capi delle altre uji (uji no kami), discendenti anch’essi da una divinità come il capo del clan di Yamato lo era della dea solare Amaterasu Ōmikami, si trasmettevano i loro domini per eredità.
La funzione dei capi delle uji era religiosa e al tempo stesso politica: erano in grado di conoscere la volontà delle divinità delle uji (ujigami) e pertanto potevano esercitare funzioni di governo.
I simboli di potere erano lo specchio, la spada e il gioiello, che successivamente furono riservati esclusivamente alla casa imperiale. Col tempo, avendo perso importanza le divinità locali, i capi delle uji divennero sempre più dipendenti dall’imperatore.

Amaterasu Omikami

PERSONAGGI E PAROLE CHIAVE

Suijin > Primo imperatore di cui sia documentata l’esistenza storica.

Jinmu > Secondo la leggenda Jinmu Tennō, discendente di Ninigi (pronipote della dea Amaterasu), sarebbe sbarcato ad Hondo l’11 febbraio del 660 a.C., data considerata anniversario della fondazione del Giappone.

Haniwa > Sculture funerarie (animali, guerrieri, divinità).

Uji > Insieme politico – territoriale basato su un nucleo familiare ad orientamento patrilineare, all’interno del quale venivano trasmesse cariche religiose e politiche. La uji principale era quella di Yamato.

Uji no kami > Capo della uji.

Ujigami > Divinità che patrocinavano la uji.

 

 

[Testo di riferimento – Corradini P. “Il Giappone e la sua storia”, Bulzoni 2003]

 

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Prima del 30.000 a.C – cultura del Paleolitico

Principe Shotoku Taishi

Principe Shotoku Taishi

Ca. 1000 a.C. / 250 a.C. – cultura Jōmon

Ca. 300 a.C. / 50 d.C. – cultura Yayoi

Ca. 100 a.C. – inizio della coltivazione del riso in campi irrigati.

Metà del IV secolo – invasioni da parte di tribù di cavalieri nomadi della penisola coreana

239 – l’imperatrice Pimiku (Himiko) spedisce un inviato al regno cinese di Wei.

11 febbraio 660 – anno dello sbarco di Jinmu Tennō in Giappone, considerata convenzionalmente come data della fondazione del Giappone e festa nazionale.

552 – secondo il Nihon Shoki, data dell’introduzione del buddismo in Giappone dallo stato coreano del Paekche.

587– sconfitta di Mononobe no Moriya da parte di Soga no Umako

604 – Il principe reggente Shōtoku Taishi promulga la Costituzione in 17 articoli

664 – avvio della riforma Taika, con l’avvento al trono di Tenchi.

701 – emanazione del codice Taihō (Taihō ritsu ryō), promulgato sotto l’imperatore Mommu e rimasto in vigore fino al 1868.

710 – fondazione della prima capitale stabile, Nara, fino al 784.

712 – compilazione del Kojiki.

720 – compilazione del Nihon shoki.

743 – comparsa degli shōen.

759 – compilazione del Manyōshu.

785 – Fujiwara Tanegutsu viene assassinato.

795 – viene inaugurata la capitale Heian – kyō (Kyōto) sede degli imperatori fino al 1868.

1156guerra civile Hōgen, nata dal contrasto tra Sūtoku e Go Shirakawa, e tra le famiglie che sostenevano l’uno o l’altro candidato al trono imperiale, Fujiwara, Taira e Minamoto.

1180 – inizio supremazia dei Taira (periodo Rokuhara), con l’avvento al trono del nipote di Taira Kiyomori, Antoku.

25 sprile 1185battaglia di Dan no Ura, fine dell’egemonia dei Taira e inizio della supremazia dei Minamoto, con la vittoria di Minamoto Yoritomo.

1192Minamoto Yoritomo viene nominato shōgun, il governo del paese passa nelle mani del bakufu (“governo della tenda”).

1219 – con l’assasinio di Minamoto Sunetomo figlio di Yoritomo, si estingue il ramo dei Minamoto e inizia la supremazia degli Hōjō.

1221 – rivolta della nobiltà (disordini Shōkyū) verso il bakufu, capeggiata dall’imperatore in ritiro Go Toba.

1232 – viene redatto il codice Jōei Shikimoku, con cui si formalizza il potere dello Shikken (reggente) e la diminuzione del potere imperiale.

1274 – primo tentativo di invasione da parte dei mongoli.

1281 – seconda spedizione dei mongoli contro il Giappone, anch’essa fallita.

1318 – sale al trono go Daigo.

1324 – viene istituita la società segreta Bureikū (“associazione priva di riti”)

1331 – il bakufu organizza una spedizione militare che vuole essere una dimostrazione di forza

1332 – Go Daigo viene mandato in esilio sull’Isola di Oki

1333 – le forze del bakufu sono sconfitte, Go Daigo rientra a Kyōto riprendendo il potere nelle sue mani. Finisce lo shogunato di Kamakura e la supremazia della famiglia Hōjō.

1335 – dopo aver sconfitto i ribelli di Tokiyuki, Ashikaga Takauji invece di rientrare a Kyōto si stabilisce a Kamakura.

1336 – viene redatto il Kenmu Shikimoku

1337 – A Kyōto, Ashikaga Takauji pone sul trono Kōmyō (Corte Settentrionale), mentre Go Daigo si stabilisce a Yoshino come leggittimo sovrano (Corte Meridionale). Inizia il periodo Nanbokucho.

1338 – Kitabatake Akiie marcia verso Kyōto ma viene fermato da Ashikaga Takauji, il quale, in seguito alla vittoria riportata, viene nominato shōgun. Inizia così lo shogunato degli Ashikaga.

1339 – Go Daigo muore nell’esilio a Yoshino, gli succede il figlio Norinaga con il nome di Go Murakami.

1349 – Tadayoshi viene espulso da Kyōto per un conflitto di opinioni con il fratello Takauji, passando dalla parte di Yoshino.

1355 – Takauji riprende Kyōto , dopo l’invasione da parte di Tadayoshi.

1358 – Muore Takauji, gli succede il figlio Yoshiakira.

tempio Todaiji

tempio Todaiji

 

Ashikaga Takauji

Ashikaga Takauji

1368 – muoiono Yoshiakira e Go Murakami, gli succedeono Yoshimitsu e Chōkei.

1373 – sale al trono della Corte del Sud Go Kameyama.

1381 – Yoshimitsu riesce a stroncare le ultime resistenze dei lealisti del Sud.

1383 – sale al trono della corte del nord Go Komatsu.

1392le due corti si riuniscono.

1394 – Yoshimitsu abdica a favore del figlio Yoshimochi.

1412 – Go Komastu abdica a favore del figlio Shōkō, venendo meno ai patti che prevedevano la successione alternata.

1405 – accordi commerciali con la Cina dei Ming e riconoscimento di Yoshimitsu quale “re di un paese tributario”.

1467 / 1477guerra di Ōnin.

1534 – nasce Oda Nobunaga, nell’Owari.

1551 / 1560 – campagne militari condotte da Nobunaga per la conquista della provincia natale.

1567 – Nobunaga risponde all’editto imperiale di Ōgimachi, che chiede la restituzione delle province di Mino e Owari, e alla richiesta di Yoshiaki intesa ad affermare il suo diritto alla successione.

1568 – Nobunaga avanza su Kyōto con il suo esercito scortando Yoshiaki, che viene investito della carica di shōgun.

1570 – Nobunaga emana un editto in 5 articoli per mettere in luce i rapporti e le dispute tra lo shōgun e i proprietari dello shōen.

1570 / 1580 – guerra di Nobunaga contro le sette buddiste.

1571 – Nobunaga distrugge l’Enryakuji.

1571 – la prima nave di mercanti portoghesi arriva a Nagasaki.

1572 – Nobunaga emana un altro editto in 17 articoli che tratta dei rapporti tra lo shōgun e l’imperatore.

1580 – vittoria di Nobunaga sul Honganji.

1582Nobunaga viene ucciso da Akechi Mitsuhide, il quale verrà ucciso a sua volta dieci giorni dopo da Toyotomi Hideyoshi.

1587 – primo decreto di espulsione contro i missionari cristiani da parte di Toyotomi Hideyoshi.

1588 – Yoshiaki depone la carica di shōgun e si ritira in un monastero.

1598 – muore Toyotomi Hideyoshi.

21 ottobre 1600battaglia di Sekigahara, supremazia di Tokugawa Ieyasu.

1605 – Tokugawa Ieyasu abdica a favore del figlio Hidetada, diventando Ōgosho (shōgun in ritiro).

Agosto 1615 – viene emanato il Buke Shoatto, per regolare la vita delle famiglie militari.

Settembre 1615 – viene emanato il Kuge Shoatto, per regolare la vita delle famiglie nobili.

1615missione a Roma di Hasekura Tsunenaga, samurai di Date Masamune.

1616muore Ieyasu.

Tokugawa Ieyasu

Tokugawa Ieyasu

 

1631 / 1634 – Iemitsu fissa le strutture del governo shogunale: tre organismi centrali: Tairō, Rōjū, Hyōjōshū.

1635 – inizio del sistema della presenza alternata (sankinkotai).

1646 – decreto dello shōgun Iemitsu che bandisce gli stranieri dal Giappone.

1853 – compare nelle acque del Giappone una squadra navale americana agli ordini del commodoro Matthew Perry, con la richiesta di aprire alcuni porti agli americani.

20 agosto 1853 – giunge una spedizione dalla Russia a Nagasaki.

1854 – la flotta di Perry fa ritorno e approda nella baia di Uraga. Lo shōgun Iesada firma un trattato temporaneo che apre i due porti di Shimoda e Hakodate.

1856 – il console Townsend Harris presenta la richiesta per l’apertura di altri dieci porti.Iesada delega la decisione alla corte imperiale. In questo modo l’imperatore viene reintrodotto nel gioco politico e metaforicamente lo shōgun restituisce il potere all’imperatore.

29 luglio 1858 – Iesada si risolve a firmare il trattato con gli Stati Uniti, sotto la minaccia di un attacco congiunto con Inghilterra e Francia.

1858 – muore Iesada. Lotte per la successione. Due fazioni si fronteggiano: il Tairō Ii Naosuke, favorevole all’apertura e che propone come candidato Tokugawa Iemochi; e Tokugawa Nariaki, contrario all’apertura, che propone suo figlio Keiki.
Ha la meglio Naosuke, che firma trattati con Olanda, Russia, Inghilterra e Francia. Si tratta dei cosiddetti “trattati ineguali”.

1859 – Naosuke manda a Kyōto il Rōjū Manabe Akikatsu con l’ordine di punire gli estremisti della capitale, guidati dall’imperatore Kōmei, con l’appoggio di Nariaki e della fazione Sonnō (“onora l’imperatore”), il cui teorizzatore era Yoshida Shōin.

1863 – il nuovo shōgun Iemochi viene convocato dall’imperatore, dal quale riceve l’ordine di muovere guerra contro gli stranieri. Le truppe del feudo di Chōshū attaccano le navi americane, ma si tratta di un’iniziativa isolata. Chōshū si ribella allo shogunato ma la rivolta viene repressa.

1867rivolta di Satsuma, l’esercito shogunale viene battuto.

1868 – il successore di Komei, Mutsuhito (imperatore Meiji) apre il paese agli occidentali. Il feudalesimo viene abolito. Stabilimento del nuovo governo. Tōkyō diventa capitale.

1869 – ritorno dei domini feudali (han) all’imperatore.

1871 – Il primo giornale quotidiano, Yokohama Mainichi, comincia la pubblicazione. Gli han sono sostituiti da prefetture. Eliminazione delle distinzioni di classe. Introduzione del sistema postale. Invio della missione Iwakura in America e Europa (tornata nel 1873).

1873 – adozione del calendario gregoriano. Istituzione della coscrizione militare universale.

1877 – ribellione di Satsuma.

L'imperatore Meiji Mutsuhito

L'imperatore Meiji Mutsuhito


1878 – assasinio di Ōkubo Toshimichi.

1879 – le isole Ryūkyū diventano prefettura di Okinawa.

1885 – adozione del sistema del gabinetto governativo. Itō Hirobumi Primo Ministro.

1889 promulgazione della Costituzione Meiji.

1890 – si riunisce la prima Dieta. Emanazione del “Rescritto imperiale sull’educazione”.

1894 – revisione del trattato fra Giappone e Inghilterra.

1894/95guerra Sino-giapponese. (1895 – Taiwan diventa colonia giapponese)

1900 – fondazione della Rikken Seiyūkai con Itō Hirobumi come suo primo presidente.

1901 – morte di Fukuzawa Yukichi.

1902 – alleanza Anglo- giapponese.

1904/5guerra Russo-giapponese.

1910 – annessione della Corea.

1914 – il Giappone partecipa alla prima guerra mondiale.

1915 – presentazione delle “21 domande” alla Cina.

1918 – intervento in Siberia. “Moti del riso” in tutto il paese.

1922trattato di Washington sul disarmo navale.

1923 – terremoto del Kantō.

1925 – istituzione del suffragio universale. Stabilimento delle relazioni diplomatiche con l’Unione Sovietica.

1928 – prima elezione con il suffragio universale.

1931 – incidente in Manciuria.

1932assassinio del Primo Ministro Inukai Tsuyoshi.

1933 – uscita del Giappone dalla Società delle Nazioni.

1936 – tentativi di colpo di stato.Incidente del 26 febbraio (Ni niroku jiken).

1937 – inizio guerra Sino-giapponese.

1939 – scoppio della seconda guerra mondiale in Europa.

1940 – Alleanza Tripartita con Germania e Italia.

1941Patto di neutralità fra Giappone e Unione Sovietica. I giapponesi occupano l’Indocina francese. Gli Stati Uniti minacciano sanzioni economiche contro il Giappone. Konoye Fumimaro è sostituito dal generale Tōyō Hideki come Primo Ministro. Attacco Giapponese a Pearl Harbour.

1942 – battaglia delle Midway (giugno).

1945 – bombardamenti atomici a Hiroshima e Nagasaki. Il Giappone si arrende alle potenze alleate. Inizio dell’occupazione americana.

1946 – promulgazione di una nuova costituzione.

1951trattato di pace di San Francisco. Firma concomitante dell’accordo di reciproca sicurezza con gli Stati Uniti.

1952il Giappone riguadagna l’indipendenza.

1956 – restaurazione delle relazioni diplomatiche con l’Unione Sovietica. Ammissione del Giappone alle Nazioni Unite.

1964 – inaugurazione della linea ferroviaria Shinkansen tra Tōkyō e Ōsaka.

1967 – riavvicinamento con la Corea del sud a seguito della visita del Primo Ministro Satō.

1970 – il Giappone firma il trattato di non- proliferazione nucleare.

1972Okinawa ritorna al Giappone. Normalizzazione delle relazioni con Pechino.

1973/74 – prima crisi petrolifera.

1974 – il presidente Ford visita il Giappone. Saitō Eisaku riceve il Premio Nobel della Pace.

1975 – l’imperatore Hirohito visita gli Stati Uniti.

1976 – lo scandalo Lockheed coinvolge il Primo Ministro Tanaka e lo costringe alle dimissioni.

1979summit di Tōkyō delle nazioni industriali e avanzate.

1989morte dell’imperatore Hirohito e accessione di Akihito.

 

gheisha moderna

gheisha moderna

 

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 (secondo il testo di G.Fahr-Becker, ed. Könemann)

Minamoto no Yoritomo

Minamoto no Yoritomo

Epoca Jōmon – ca. 12000 – 250 a.C.
Proto-Jōmon – ca. 12000 – 5000 a.C.
Jōmon anteriore – ca. 5000 – 2500 a.C.

Medio Jōmon – ca. 2500 – 1500 a.C.
Tardo Jōmon-Zeit – ca. 1500 – 300 a.C.

Epoca Yayoi – ca. 250 a.C. – 250 d.C

Epoca dei Tumuli [periodo Kofun] – 250 – 552

Epoca Asuka – 552 – 645

Epoca Nara – 645 – 794

Epoca Heian – 794- 1185
Epoca Fujiwara – 897 – 1185

Epoca Kamakura – 1185 – 1333

Epoca Nanbokucho – 1333 – 1392

Epoca Muromachi – 1392 – 1573

Epoca Momoyama – 1573 – 1615

Epoca Edo (Tokugawa) – 1615 – 1868

Epoca Meiji – 1868 – 1912

Epoca Taisho – 1912 – 1926

Epoca Showa – 1926 – 1989

Epoca Heisei – dal 1989

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